Prima recensione su l’Ultimo dei Mohicani di Georges Ramaioli

Edizioni Segni d’Autore ringrazia Alessandro Nobis per aver pubblicato, sul suo blog “ildiapasonblog”, una recensione su l’Ultimo dei Mohicani di Georges Ramaioli, una delle prime recensioni in circolazione riguardo al secondo volume di Ramaioli, dopo l’uscita de Il Cacciatore di Daini.

“… Segni D’Autore ha pubblicato alla fine del 2016 questo bel volume riunendo intelligentemente i due pubblicati in Francia dalla Soleil nel ’97 e nel ’98; e, vista la bravura dell’illustratore nizzardo Georges Ramaioli che in questa serie dà una personale rilettura dei già avvincenti romanzi di Fenimore Cooper, credo di poter dire che tra le decine e decine di riduzioni delle avventure di Long Carabine – in volume e cinematografiche – questa è senz’altro da annoverare tra le migliori in circolazione, vuoi per l’efficacia dei dialoghi che per il bel tratto grafico frutto della grande tradizione fumettistica d’oltralpe, per la colorazione delle tavole e – cosa che avevo notato anche nel volume precedente “Il Cacciatore di Daini” – per la particolare cura etnografica con la quale l’autore ha riprodotto pitture facciali, addobbi di guerra, armi bianche e fucili, vestiti ed ambientazioni rispettando pienamente quelli originali, sia dei nativi che delle truppe coloniali (e questo si nota soprattutto nelle tavole a piena pagina dove il formato è necessariamente più ampio)…”  (cit. Alessandro Nobis).

Tre Volte Vent’Anni, Autobiografia di un vignettista ma non solo – Dino Manetta

In arrivo un’altra novità di Edizioni Segni d’Autore: Tre Volte Vent’Anni, Autobiografia di un vignettista ma non solo, di Dino Manetta.

Un libro in parte scritto e in parte disegnato, è l’esperienza di vita di un autore che ha incontrato e conosciuto uomini politici, cantanti, attori, registi e giornalisti. Il libro è un percorso di vita con le più spiritose e simpatiche vignette realizzate da Manetta in tanti anni di attività fra i quotidiani e la televisione. Dino Manetta, classe 1947, vignettista, autore di cartoni animati, sceneggiatore di fumetti, soggettista e sceneggiatore di cinema e TV, autore di testi cabarettistici, spettacoli teatrali e programmi televisivi, come Zelig, ha anche lavorato per testate come La Repubblica, L’Unità, Il Messaggero. È stato vignettista per Paese Sera e ha lavorato per decenni in TV in programmi come “Domenica IN” con la vignetta in diretta, come “Pronto chi gioca?” con la vignetta indovinello (per cinefili), e la gloriosa “Domenica sul 3″, in cui mostrava le vignette sul cavalletto, poi a RAI3 quando era Direttore Sandro Curzi per il quale ideò la Televignetta, la prima vignetta elettronica, sua personale creazione della quale va tutt’ora molto fiero. Per sei anni ha lavorato al “Processo di Biscardi” con vignette improvvisate sui temi bollenti del calcio!

Caratteristiche del volume: 

Formato: 15 x 21 cm
Pagine: 200 in bianco e nero
Stampa: Offset su carta Fedrigoni
Copertina: cartonato con capitelli
Cucitura: a filo refe
Prezzo: 15,00 euro

Disponibile nelle migliori Librerie e Fumetterie da febbraio.

Cloe, la Fata Verde

In anteprima, la copertina e le caratteristiche del nuovo volume a fumetti che Edizioni Segni d’Autore pubblicherà a fine marzo: Cloe, la Fata Verde.
Soggetto, sceneggiatura e disegni di Paolo Cossi.

In omaggio ai primi 100 lettori che ordineranno il volume, scrivendo una mail a: libreria@segnidautore.it un disegno di Paolo Cossi, stampato su carta pregiata, numerato, firmato e colorato a mano ad acquarello dall’Autore.
Le prenotazioni stanno già arrivando numerose!


Articolo su Manodori, prossima uscita di Edizioni Segni d’Autore

Sveliamo a sorpresa una delle prossime e imminenti novità di Edizioni Segni d’Autore, attraverso l’interessante articolo pubblicato sul Resto del Carlino, a firma di Massimo Tassi, direttore della rivista Yorick Fantasy.
Un fumetto dedicato alla figura di Pietro Manodori, in edizione limitata e numerata, con la sceneggiatura di Francesco Vacca e i disegni di Carlo Rispoli, interamente a colori, su un soggetto di Leopoldo Barbieri Manodori e Alberto Guarnieri.

Esposizione dei fumetti d’autore ad Angoulême

I volumi di Edizioni Segni d’Autore si trovano in bella mostra ad Angoulême, presso lo Stand della Regione Lazio. Tra questi, La Coccarda Rossa, Le Due Tigri, Montecristo, il secondo e il terzo episodio della saga di Deerfield e il nuovo arrivo del maestro Carlos Barocelli, Horror Argentino.

Ringraziamo Stéphane Della Coletta per la foto che ritrae uno scaffale dedicato al fumetto d’autore…

Horror Argentino

Il primo racconto del maestro argentino Carlos Barocelli, La Casta Brasov, si svolge in trincea durante la Grande Guerra, sul fronte austriaco.
Il secondo, Le Ore Tristi, narra di una storia d’amore impossibile, ambientata in un villaggio, nella Francia del 1500.
Entrambi i racconti toccano i temi dell’Horror classico che da sempre appassiona i lettori di questo genere di letteratura a fumetti.

Caratteristiche del volume: 

Formato: A4
Pagine: 56 interamente a colori
Stampa: Offset su carta Fedrigoni Arcoset
Copertina: brossura con bandelle
Prezzo: 15,00 euro

Disponibile nelle migliori Librerie e Fumetterie dai primi di febbraio.

Festival Internazionale del Fumetto di Angoulême

Edizioni Segni d’Autore sarà presente, dal 26 al 29 gennaio, al Festival Internazionale del Fumetto di Angoulême in Francia, nel Padiglione riservato alla vendita dei diritti, presso lo Stand della Regione Lazio (Marché des droits – RL4).

Info: link sulle ultime pubblicazioni edite da Edizioni Segni d’Autore e sito internet del Festival di Angoulême.

Recensione su La Coccarda Rossa

Una delle recensioni più interessanti su La Coccarda Rossa, apparsa sul Network “Il Giornale di Storia”, a firma di Ginevra Diletta Tonini Masella:

<< Parigi, autunno 1888. Un anziano e distinto signore legge seduto in un bistrot. Un uomo più giovane, dai tratti esplicitamente mediterranei, lo osserva e poco dopo gli si avvicina. Riconosce in lui il suo re, Francesco II di Borbone, in esilio a Parigi: da giornalista, gli chiede di poter ascoltare e raccontare i fatti accaduti quasi trent’anni prima.
Inizia così il racconto appassionante dell’occupazione piemontese nell’Italia meridionale: filo conduttore di questa narrazione è il personaggio di Nicola Cardone, all’epoca sotto-ufficiale del Reggimento degli Ussari della Guardia Reale, a capo dei gruppi lealisti e fedeli ai Borbone. Attraverso la sua storia sono documentati e narrati fatti lasciati molto spesso a latere dalla storia ufficiale: l’arrivo delle truppe piemontesi nel Meridione, infatti, non fu affatto indolore e implicò stragi e soprusi per la popolazione, considerata involuta e al tempo stesso ostile, poiché fedele ai Borboni. >> … (continua sul sito). 

Omaggio speciale a Il Conte di Montecristo

Recensione molto bella a cura di Laura Cadorini su Montecristo, con un messaggio di elogio rivolto all’autore Carlo Rispoli:

<< Ciao Carlo, 
ho atteso un giorno di festa come oggi per regalarmi la lettura del tuo Montecristo. Per una serie di ragioni non ho potuto metterci sopra le mani prima, ma l’attesa non fa che aumentare il piacere del momento.
Se la riduzione di “Le due tigri” è stata una sfida non da poco, l’intreccio del Conte di Montecristo deve aver rappresentato una vera battaglia. Presumo tu ti sia trovato con davanti un numero definito di pagine in cui far rientrare una complessità di trame e personaggi: una prospettiva da far tremare anche gli autori più scafati. Credo che solo una grande passione per questo romanzo e la voglia di raccontarlo ti abbiano consentito di misurarti con questa nuova sfida e di vincerla, perché questa passione si respira e se ti ho scoperto da disegnatore, ti sei rivelato valido anche come sceneggiatore.
Sai quanto sono entusiasta del tuo bianco e nero e del tuo tratto “dinamico” e mi sembra di percepire una sempre maggiore libertà e una ricerca che continua.
La tavola di avvio della storia è una porta che si spalanca su un mondo e ti ci inghiotte: bellissima per gli scorci, le prospettive e quel brulicare di figurini; un inizio con il botto.
Mi colpiscono ogni volta poi il modo in cui ti diverti a inserire elementi di contorno e a giocarci riuscendo a movimentare la narrazione e i dialoghi, vedi ad esempio l’uso che fai degli animali e del riporto delle ombre.
L’ambientazione diventa un personaggio a sè nel tuo lavoro tanto è curata.
La pagina 53-2 è un po’ un sunto di alcune tue caratteristiche. C’è l’idea divertente del riccio come filo d’arianna, c’è l’animaletto in primo piano della seconda vignetta, un granchio fantastico, c’è la tua bravura nel rendere con pochi tratti l’atto del succhiare dal riccio nella terza, c’è il controluce nella quinta opposto alla luminosità della sesta. E il tutto mantenendo equilibrio e pulizia di tratto.
In qualche vignetta si intravedono i segni dello storyboard sottostante: per me un plus.
Le onomatopee sono centellinate con sapienza.
Amo sempre certe tue prospettive arditissime come lo scorcio di Notre Dame che torreggia su Parigi a pag. 127 o la scalinata di pag. 108: aggiungono drammaticità e sono bellissime.
Fantastica anche la “striscia” di pag. 113, a parte per la resa grafica, proprio anche come scelta originale nel raccontare il destino tragico di due personaggi in fin dei conti un po’ caricaturali. Molto interessante la pagina 119, con la giustapposizione e il collage di stili e soluzioni diverse.
A pag. 128, il paesaggio notturno in alto, è un’altra dimostrazione della tua capacità di inventare con i bianchi e neri: stupenda.
La galleria iniziale, poi, di studi dei personaggi negli abiti del periodo sono un’autentica chicca.
I difetti li faccio cercare ad altri, per quanto mi riguarda un gran bel lavoro.
Ora che ti sei cimentato, e con successo, con due delle mie passioni, Sandokan e Montecristo, mi piacerebbe vedere cosa saresti capace di fare con una tua riduzione di Moby Dick e non mi meraviglierei se ci stessi pensando >>.